UE: standard 5G e connessioni più veloci…

I temi caldi di queste ultime settimane non riguardano solo l’uscita di prodotti top di gamma o aggiornamenti dei vari sistemi operativi mobile e desktop, ma in pentola bolle qualcosa di più buono e appetitoso per l’UE, ovvero l’arrivo del tanto atteso standard 5G per le reti mobile e connessioni di rete più veloci fino a 100 Mb/s, tutto ciò direttamente dalla commissione europea, e ora approfondiamo meglio questo tema…

 

La commissione europea ha presentato in queste ultime settimane un robusto progetto in materia di telecomunicazioni e reti, il quale porta con se alcune iniziative, in modo da soddisfare il crescente bisogno di connettività e portare così infrastrutture migliori con connessioni più veloci.

Questo progetto però non riguarda solo la connettività fissa ma si estende anche alla rete mobile, un elemento fondamentale per aumentare la competitività dell’Europa, e soddisfare così la grande richiesta da parte della popolazione europea di reti più efficienti e veloci, ma soprattutto anche più facilmente accessibili.

Tre sono i punti chiave di questa riforma, trattati dal Presidente Jean-Claude Juncker, il quale durante il suo intervento ha dato garanzia di accesso ad una connettività in gigabit alle istituzioni, ma soprattutto il diritto a tutte le famiglie europee, indistintamente dalla zona geografica, ad una connettività di almeno 100 Mb/s e copertura delle reti 5G nelle principali aree urbane e tratti ferroviari a partire dal 2020.

 

Andrus Ansip, vicepresidente CE, nominato commissario per il mercato unico digitale, ha affermato:

Senza reti di comunicazione di primo ordine non è possibile realizzare un mercato unico digitale. Abbiamo bisogno di connettività alla portata di tutti e dappertutto.

Per raggiungere gli obiettivi stimati serviranno investimenti nel prossimo decennio di 500 miliardi di euro, la cui gran parte sarebbe derivante da fonti private. Le proiezioni dicono che il PIL potrebbe aumentare di 910 miliardi di euro e creare 1,3 milioni di nuovi posti di lavoro nell’intero continente solo nell’ambito della rete fissa.

Tuttavia le tendenze di investimento indicano che mancheranno all’appello ben 155 miliardi di euro, e quindi per colmare questo vuoto e stimolare i privati, la commissione europea ha previsto in aggiunta una modernizzazione del codice delle comunicazioni elettroniche. Tra le tante novità più interessanti, al vaglio degli Stati membri, è stato fatto un quadro legislativo semplificato che riduce sostanzialmente gli obblighi normativi nel caso in cui due o più operatori concorrenti coinvestano in reti ad altissima capacità, e facilita la partecipazione dei piccoli operatori a progetti di investimento grazie alla condivisione dei costi, al superamento di barriere di scala ecc.., a patto però che si agisca nell’interesse dell’utente finale.

Le altre modifiche prevedono un utilizzo migliore e coordinato dello spettro radio per le comunicazioni senza fili, un ambiente online più sicuro per gli utenti attraverso un controllo più accurato su reti e server da parte degli operatori, maggiore tutela dei consumatori durante la sottoscrizione di contratti per Pay TV, Internet sia in telefonia fissa che mobile con prezzi agevolati per le fasce deboli.

Nel 2015, da quanto riportato nelle statistiche fatte dallo studio che accompagna la riforma, avevano accesso alla copertura mobile 4G l’86% delle famiglie europee, ma di questi solo il 36% dei residenti in zone rurali. Ciò sottolinea l’inadeguatezza dell’attuale infrastruttura rispetto alle esigenze di rapidità, qualità e affidabilità fondamentali per la realizzazione di un mercato unico digitale.

Per tutto questo un grande sforzo sarà rivolto, come già detto, all’attuazione di un piano per la diffusione dell’attesissimo 5G, che prevede un calendario comune per coordinare il lancio commerciale di questo nuovo standard anche nell’UE entro il 2020, nonché la collaborazione con gli stati membri e i partner privati al fine di individuare e assegnare le bande. La commissione europea e gli investitori valuteranno inoltre, come incentivo, la possibilità di fornire capitale di rischio alle start-up che svilupperanno alcune soluzioni 5G per applicazioni e servizi innovativi in tutti i settori industriali, un piano che potrebbe fruttare altri due milioni di posti di lavoro.

 

Infine, l’ultima iniziativa chiave del pacchetto sulla connettività è la cosiddetta WiFi4EU, che punta ad aiutare gli stati membri ad offrire a tutti i cittadini, punti di accesso wifi gratuito all’interno e in prossimità di edifici pubblici, centri sanitari, parchi o piazze. Per questa altra iniziativa saranno messi a disposizione 120 milioni di euro, cifra grazie a cui almeno 6000-8000 comunità locali potrebbero beneficiare del wireless entro il 2020. Affinché questa riforma possa essere attuata servirà comunque il voto favorevole del parlamento europeo, a noi cittadini europei non resta che attendere e continuare per ora ad utilizzare gli attuali servizi di rete che non sempre sono efficienti e funzionanti al massimo delle loro specifiche caratteristiche.

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