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Google e le sue reti neurali per la diagnosi del cancro

Google ha deciso di dedicare la propria rete neurale GoogleNet, nata inizialmente per lo sviluppo di software di guida autonoma, per analizzare diverse immagini per riconoscere la presenza o meno del cancro. La capacità di interpretare le immagini da parte di un’intelligenza artificiale, oltre a essere più veloce, potrebbe essere anche più accurata di quella di un essere umano!

Google ha deciso di usare la propria rete neurale per scopi medici, in particolare per diagnosticare il cancro, ottenendo fino ad ora ottimi risultati. Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato da Google stessa, dove appare chiaro come la macchina sia stata più accurata dell’essere umano nell’identificazione delle masse neoplastiche, totalizzando l’89% di accuratezza nell’esaminare una serie di immagini rispetto al 73% totalizzato da un patologo esperto. La parte più delicata nella diagnosi di una malattia grave è infatti l’analisi delle immagini. Molte di queste possono arrivare a 10 giga pixel (come fusione di diverse centinaia di immagini da 10 mega pixel ciascuna) e per cui l’analisi pixel per pixel è ovviamente una pratica molto lunga e delicata. Questo non lo è però per un’intelligenza artificiale ovviamente, la quale può essere molto più veloce dell’umano, e inoltre se addestrata, può essere soprattutto più accurata e dettagliata di un essere umano. Il merito sarebbe tutto di GoogleNet, una rete neurale nata per permettere alle auto autonome di auto apprendere il comportamento su strada, ma successivamente convertita alla causa della diagnosi del cancro. In ogni caso, Google non si aspetta certa di sostituire i medici umani,  anche perché il sistema neurale attuale presenta ancora dei falsi positivi e non riesce comunque a gestire le irregolarità tanto quanto può fare un essere umano.  Tuttavia può essere comunque un prezioso aiuto per il patologo, il quale può decidere di analizzare le zone segnalate dal sistema e allo stesso modo, il sistema può essere più preciso nella misurazione del tumore, il che è un fattore decisivo nella prognosi del cancro. Beh staremo a vedere come evolverà la situazione, nel frattempo ti invito a lasciare un mi piace all’articolo se ti è piaciuto e a condividere il mio sito e i miei articoli sui vari social in modo da aiutare WorldTecno sul web! Concludo qui questo articolo e vi rimando al prossimo augurandovi un buon proseguimento qui su WorldTecno, Ciao! 😉

 

Google Assistant su iOS di Apple? Probabilmente si risponde Google!

Il product manager di Google Assistant lascia intuire che Google Assistant potrebbe arrivare su iOS anche al di fuori dell’applicazione Allo, l’intenzione di Google è infatti quella di diffondere il più possibile il suo assistente virtuale a base di intelligenza artificiale, dunque perché lasciar fuori Apple, perdendo una fetta così ghiotta di mercato?

Gummi Hafsteinsson, capo del progetto “Google Assistant”, nonché l’assistente basato sull’AI di big G, ammette al Mobile World Congress di Barcellona che l’ipotesi di portare l’assistente virtuale di Google su iOS è molto concreta. Google ha infatti l’intenzione di diffondere Assistant su più dispositivi possibili, da qui la decisione di lanciare l’assistente non solo sugli smartphone di terze parti, ma anche sulle versioni precedenti di Android, nonché su Android TV e Android Auto. D’altronde, se il prefisso di Assistant è “Google” e non “Android“, ci sarà un motivo e non è difficile pensare che la strategia di guerra a Siri sia stata progettata fin dall’inizio. Google Assistant, già presente su iOS all’interno di Google Allo, potrebbe arrivare prestissimo anche sull’app di Google per iOS rappresentando una più che valida alternativa a Siri, da molti ritenuta meno evoluta della controparte Google.

È quindi definitivamente morto e sepolto il monopolio dell’assistente di Apple, fino a pochi mesi fa unico vero assistente vocale in grado di fornire una reale alternativa all’interfaccia touch. Google Assistant, Siri e Cortana si contenderanno in futuro la gran parte delle richieste e dei dati delle ricerche che effettueremo su smartphone. Poteva iOS rimanere fuori da un piatto così ricco per Google? Decisamente impossibile, ecco perché l’arrivo di Google Assistant su iOS è non solo praticamente certo, ma anche, secondo le nostre impressioni, assai vicino!

Staremo a vedere quindi come si muoverà il colosso di Mountain View, intanto vi rimando al prossimo articolo e vi auguro un buon proseguimento qui su WorldTecno, ciao! 😉

Il 5G per alcuni BIG della tecnologia non è ancora molto lontano ormai…Intel punta al 5G con il suo nuovo modem XMM 7560.

Intel, una delle più grandi aziende tecnologiche al mondo, famosa per la produzione di processori per computer (best-seller di questo settore si può dire…), ha svelato la nuova una nuova generazione di modem per la connettività mobile. Il modem preso in particolare considerazione in questo articolo è l’XMM 7560 riesce ad arrivare ad una velocità di connessione pari ad 1 Gigabit per secondo, supportando quindi le nuove future reti LTE Advanced Pro ed è compatibile con 35 bande di rete diverse per riuscire ad offrire una copertura globale senza precedenti.

Quindi questo nuovo modem, LTE XMM 7560, targato intel, rientra nella quinta generazione di dispositivi pensati per la connettività alle reti mobili con supporto alle nuove reti 5G del prossimo futuro, e con questo nuovo annuncio Intel prova a farsi spazio tra i competitor di questo settore, Qualcomm fra tutti. L’XMM 7560 è il primo chip di Intel strutturato con un’architettura a 14 nm che si spinge fino ad un Gigabit di velocità in download Categoria 16, 255 Mbps in upload Categoria 13. È dotato di tecnologia 4×4 MIMO e 256QAM e supporta 3GPP,  ed un carrier aggregation combinato fino a 100 Mhz per i servizi ad alta velocità. Il modem può gestire un totale di 35 bande LTE permettendo così ai produttori di costruire dispositivi mobili con copertura globale avvalendosi dello stesso chip.

Tra i suoi punti di forza troviamo anche le dimensioni particolarmente ridotte ed i consumi energetici ottimizzati per contribuire a prolungare la durata della batteria di smartphone e tablet. La piattaforma è in grado di sostenere fino a 230 combinazioni di aggregazione diverse per fornire maggiore efficienza della rete, il funzionamento prevede sei modalità, tra cui LTE, TD-SCDMA, GSM, EDGE, UMTS-WCDMA e CDMA-EVDO coprendo quindi i mercati di tutto il mondo.

Il modem Intel LTE XMM 7560 sarà disponibile per i produttori per le prime fasi di test entro giugno 2017, la produzione su larga scala sarà invece avviata nella seconda metà dell’anno.

Spero che questo articolo via abbia incuriosito su questo nuovo annuncio da parte di Intel, e spero soprattutto che vi sia piaciuto, se così fosse vi invito a lasciare un mi piace e a condividerlo sui Social Network in modo da aiutare WorldTecno a crescere nel Web, io vi auguro un buono proseguimento, e sono disponibile sempre per tutti voi utente attraverso la pagina di contatti, vi saluto e vi rimando al prossimo articolo, Ciao! 😉

Windows 10 : Anniversary Update.

 

Oggi, Martedì 2 Agosto 2016, a più di un anno dal rilascio del suo ultimo OS, Microsoft inizierà a rilasciare Windows 10 Anniversary Update. Vediamo quali sono le novità di questo grande aggiornamento:

  • Cortana è più intelligente: essa permette di riprogrammare gli appuntamenti se abbiamo l’agenda piena e di dialogare anche con gli altri software nel sistema operativo. Cortana non è un’esclusiva di Windows 10, infatti già da tempo la voce sintetica di Redmond ha bussato alla porta degli altri dispositivi mobile. E dal 2 agosto, farà da ponte di collegamento con Windows 10. Se l’avremo installata sullo smartphone, potremo visualizzare le notifiche sul pc fisso o sul portatile attraverso il nuovo Action Center. Cortana consentirà di spostarsi tra i diversi device, tenendo conto delle abitudini degli utenti e sarà in grado di leggere e ricordarci i nostri appunti. È sempre disponibile e, per risvegliarla, tra poco basterà pronunciare “Ehi Cortana” anche dalla schermata di blocco del sistema. L’integrazione tra device è una delle sfide del 2016, e anche Apple con il prossimo sistema operativo Mac Os Sierra ci proverà, però al contrario della scelta «aperta» di Microsoft, qui la condivisione avverrà solo con in dispositivi della Mela. C’è però un lato negativo nella scelta di Microsoft, perchè con l’Anniversary Update non è più possibile disabilitare Cortana e, poiché essa accede a molte delle nostre informazioni personali, ciò può non piacere a chi è attento alla propria privacy.

 

  • Windows Store migliorato: l’azienda di Redmond sta migliorando l’esperienza d’uso del suo Store. Che, con l’Anniversary Update, ha una nuova interfaccia, con informazioni più dettagliate sulle app, video che ne mostrano il funzionamento, suggerimenti e cronologia dei download.

 

  • Windows Ink: è la novità più visibile dell’Anniversary Update e forse quella che verrà più apprezzata. Windows Ink potenzia la penna digitale dei dispositivi Surface e permette di scrivere su qualunque parte del sistema operativo. Ink è accessibile dalla schermata di sblocco e dalla barra delle applicazioni, e come abbiamo accennato, è tutto integrato con Cortana. Gli appunti scritti con la penna digitale potranno essere ricercati come se fossero testo. Se scriveremo «Ricorda di prenotare il ristorante», l’intelligenza artificiale capirà che si tratta di un promemoria e ci ricorderà della scadenza. Inoltre sarà possibile interagire con righelli e squadre virtuali per tracciare linee dritte e aiutarci nei disegni a mano libera, non sono opzioni riservate a un software specifico, quindi tutti gli sviluppatori potranno creare «app universali» che sfruttano queste funzionalità. Ink può anche essere usato con il nuovo browser Edge e con le note in cloud di OneNote.

 

  • Potenziamento di Hello e Edge: oltre all’integrazione con Ink, ci sono altre novità per il browser Edge. Innanzitutto compaiono le estensioni, da tempo presenti sui più famosi Firefox e Chrome. Come per Windows Store, anche in questo caso il problema riguarda la scarsità di scelta, ma Redmond sta lavorando a un sistema che permetta di convertire le estensioni già presenti su Chrome e usarle anche sul browser di Windows 10. Le notifiche web sono ora integrate con quelle di sistema, e se si possiede uno schermo touch si può navigare avanti e indietro tra le pagine trascinando due dita sul display. Ma la cosa più importante e che si può usare direttamente Windows Hello nel browser, che riconosce il nostro volto o le impronte digitali, e ciò ci risparmierà di inserire password nei siti. Però secondo molti esperti di sicurezza, non è ancora il momento per dimenticarci di usare chiavi d’accesso sicure, infatti Windows Hello nasce solo per fornire nuove opzioni di accesso e per avere un livello aggiuntivo di sicurezza, ma non è da sostituire completamente alle già super sicure modalità di accesso che esistono già. Queste funzionalità ora sono supportate in Edge, quindi basterà la scansione biometrica per entrare nei servizi online, in quelle centinaia di siti in cui siamo registrati e per ognuno dei quali dobbiamo ricordarci nome utente e password. Si tratta di un’esperienza di accesso più semplice e che non compromette la sicurezza.

 

  • Il sistema sarà più sicuro: Anniversary Update sarà anche più sicuro, infatti Windows Defender si avvicina alla completezza di una suite per la protezione del PC. È stato potenziato il motore che individua le minacce informatiche, grazie a una rete in cloud che studia l’evolversi dei malware nel mondo, Defender è in grado di rilevare anche virus sconosciuti. Oltre alle modifiche sotto la carrozzeria, è possibile programmare la scansione del computer cosa che inizialmente non era possibile in Windows 8 e Windows 10. Inoltre è stato migliorato Windows Information Protection, finora noto come «Protezione dei dati aziendali», che permette di tenere separati i documenti di lavoro da quelli personali, inoltre ora permette di tutelare le informazioni aziendali nel caso il nostro pc fosse rubato o manomesso. Forse però è ancora presto per rinunciare a installare un buon antivirus esterno su Windows 10.

 

Infine poi ci sono tanti altri piccoli cambiamenti, il menu start è stato ridisegnato, sulla parte sinistra della finestra, saranno sempre visibili tutte le app installate. Sarà possibile ingrandire o rimpicciolire il menu ed è stata potenziata la funzione di ricerca, che ora trova contenuti anche nei mattoncini «live tiles» dove, di solito, compaiono le notizie. La funzione Desktop Virtuali, inoltre, ora consente di bloccare una finestra tra le diverse aree dello schermo. Inoltre aumentano le possibilità di personalizzazione grafica, è stato introdotto un tema nero, gli sviluppatori potranno usare la console Bash di Linux direttamente da Windows, questa funzione e meno importante per gli utenti comuni, ma sarà apprezzata da chi programma per il web, dove la maggior parte degli strumenti sono pensati per il pinguino.

 

Per il futuro ci sarà da aspettarsi tanto altro, soprattutto a livello di realtà aumentata con l’arrivo sul mercato degli occhiali smart Hololens di casa Microsoft, intanto io vi lascio le ultime news sulle prossime funzionalità che saranno integrate da oggi nel sistema operativo Windows 10 con l’Anniversary Update che sarà rilasciato da Microsoft entro la mezzanotte a tutti gli utenti che utilizzano il suo ultimo sistema operativo, per qualsiasi chiarimento o informazione sono disponibile per rispondervi ai contatti che trovate nel sito, vi auguro un buon proseguimento e noi ci aggiorniamo al prossimo articolo, ciao! 😉

Bitcoin: La moneta virtuale del nuovo secolo.

Bitcoin è una moneta virtuale correlata al principio del Peer-to-Peer (P2P), infatti tramite meccanismi appositi gli utenti possono conservare la propria somma di denaro virtuale per poi poterselo scambiare da terminale a terminale, così da utilizzare poi queste monete come portatrici di valore laddove venissero accettate. Insomma il Bitcoin è una nuova opportunità di guadagno, una nuova modalità di pagamento e un ulteriore modo per potersi finalmente lasciare alle spalle le banche centrali e le spese da loro imposte. Un altro dato certo e importante è che il Bitcoin è salito alle stelle portando con se però anche tanti dubbi sulla sua affidabilità essendo un sistema giovane e innovativo. Per poter però comprendere appieno questa nuova moneta virtuale bisognerebbe conoscerne la natura, i motivi della sua volatilità, il Mining e le sue dinamiche, i Wallet e il loro funzionamento, se poi si vorrebbe essere ancora più sicuri ci sono anche altri particolari dettagli da conoscere così da non vedere magari andare in fumo i propri risparmi dopo anni.

 

Qualche anno fa questa nuova moneta virtuale, denominata “Bitcoin“, valeva solamente circa 13 dollari, ma poi in pochi anni successivi il suo valore si è alzato oltre le migliaia di dollari. Questa moneta virtuale è stata utilizzata anche per molti scopi illeciti nel “web oscuro“, ma al contempo stesso molte somme sono conservate nelle casseforti del FBI. Tuttavia, questa moneta virtuale non è regolata da nessun istituzione bancaria ma nonostante questo l’economia è interessata dai Bitcoin. Se anche è vero che molti ne parlano e sanno che questa moneta si chiama Bitcoin, e alcuni addirittura la utilizzano, e anche vero che pochi si fidano e quasi nessuno ne ha mai visto neanche l’ombra.

Innanzitutto per sapere cosa siano i Bitcoin significa fare un lungo e profondo viaggio attraverso il mondo della rete, dalle cave virtuali in cui viene prodotto alle fino agli estremi confini geopolitici, dai più popolari marketplace ai meandri meno esplorati del deep web, si perchè la cosiddetta moneta virtuale del nuovo secolo ha una una propria particolarità ovvero proprio quella di essere completamente virtuale, cioè per intenderci questa moneta non si può gestire o produrre come il normale denaro con cui noi siamo abituati a convivere tutti i giorni, ma al contrario i Bitcoin vengono controllati e scambiati interamente e solamente da computer e server sparsi in internet. Questa moneta virtuale è anonima perchè è cifrata attraverso i più moderni e potenti algoritmi di cifratura dei dati, e pubblico ma totalmente trasparente all’intero sistema, nel senso che non è facile reperirli.

 

Le origini del Bitcoin

Nel 2008, un programmatore dal pseudonimo di Satoshi Nakamoto ha lanciato questa moneta virtuale, uscita poi ufficialmente il 3 gennaio del 2009, basandosi sulla sua intuizione di distribuirla come fosse una release, cioè come un software da installare in un certo numero di macchine, cosicchè poi da lì altri potessero operarvi da remoto. La creazione di valore di quello che era ed è semplicemente un lungo indirizzo che porta a questi “miners” è dato dal valore di scambio che ognuno è disposto ad attribuirgli rispetto a un bene concreto, un qualsiasi valore, che ovviamente, dopo le prime creazioni di Bitcoin, gli scambi hanno costituito il valore via via crescente o decrescente secondo le logiche economiche elementari, con la notevole differenza che, pur essendo in grado di essere convertito, è fuori dal controllo delle riserve monetarie mondiali.

I Bitcoin, i Miner e i Wallet

Per capire meglio come funzioni l’intero sistema dei Bitcoin all’interno del web bisogna  partire dal comprendere due elementi basilari ma fondamentali: i “miner” e i “wallet“.

Quando si parla di miner, si intendono quei calcolatori messi a disposizione in una rete P2P di Bitcoin, per operazioni di verifica della correttezza di operazioni stesse effettuate sui Bitcoin. Agli albori dell’apparizione di questa nuova moneta virtuale, bastava un modesto computer per riuscire a svolgere il ruolo di miner, ma le potenze di calcolo necessarie sono diventante poi sempre più alte, tanto che oggi si parla addirittura di cinquemila miliardi di operazioni al secondo. Inoltre con il passare degli anni dalla scoperta di questo fenomeno e con la sua crescita esponenziale, nel mondo si sono creati pool di professionisti che sono in grado di gestire e guadagnare con questo compito. Tuttavia, è ancora possibile essere un miner singolo, c’è bisogno però di un computer dotato di scheda e processore ASIC appositamente creati per il mining, anche se nella maggior parte dei casi i guadagni spesso non riescono neppure a coprire i costi del consumo elettrico generato da questi super calcolatori che devono sempre rimanere accesi durante queste operazioni.

 

Per wallet, invece, si intende il software che permette ad un utente o ad un miner di accedere alla rete dei Bitcoin. Il cosiddetto wallet, che dalla traduzione da lingua inglese alla lingua italiana sta a significare letteralmente portafoglio, contiene indirizzi e chiavi per poter effettuare le transizioni economiche con questa nuova moneta virtuale, come ad esempio la spedizione di denaro. Questo fa del wallet una vera e propria banca personale per i propri Bitcoin, inoltre il wallet può essere di diverso tipo, o meglio ha tre modalità di utilizzo: può essere una semplice applicazione installata direttamente su smartphone per piccoli pagamenti con QR Code, come ad esempio il BitcoinWallet per Android, in alternativa può essere un servizio web o altrimenti può essere anche un software per personal computer, come MultiBit, che offre pieno controllo del wallet anche in modalità offline, ma in questo ultimo caso il backup e la sicurezza del proprio denaro sono piena responsabilità del possessore.

 

Come funzionano i Bitcoin?

Per utilizzare i Bitcoin è necessario avere una “chiave di decrittazione“, che si può ottenere dai cosiddetti wallet visti prima. I portafogli di chiavi sono la roccia di base del Bitcoin ma sono anche il passaggio più delicato, infatti in questi frangenti, ci si può imbattere in pirati informatici che hanno scopi di furto, ma proprio da questo sgradevole inconveniente i creatori di wallethanno inserito all’interno dei propri servizi nuove funzionalità, che oggi sono le più apprezzate dagli utenti, le quali permettono di scambiare Bitcoin senza dover necessariamente installare software sul proprio computer o sui propri dispositivi mobile e che offrono diverse garanzie all’utente proprietario del servizio, anche se non sempre infallibili.

Gli indirizzi utilizzati da questi wallet sono sequenze alfanumeriche dalla lunghezza di circa 30 caratteri, e ogni transazione viene archiviata in un apposito registro denominato “block chain”, che è utile a verificare poi che l’intera procedura sia andata a buon fine e che il valore transitato sia stato effettivamente posseduto prima e depositato poi.
Per poter investire dei Bitcoin è necessario avere una chiave personale, la quale porta all’indirizzo presso il quale è possibile effettuare una transazione. Se un utente vuole spedire dei Bitcoin o riceverli, è necessario che la chiave e l’indirizzo coincidano, ovviamente perché ci sia una compravendita bisogna che le due chiavi e i due indirizzi si conoscano. Il sistema peer-to-peer a questo punto, consente la transazione economica e la registra, si pensi che senza la semplificazione dei wallet, che utilizzano questi numeri complessi al posto dell’utente, il network non si sarebbe mai sviluppato, mentre, con il Bitcoin, e soprattutto considerando il valore delle sue unità più piccole, i satoshis, è possibile comprare un oggetto in un negozio online puntando semplicemente su un QR Code, ordinare il pranzo online o fare una donazione ad un progetto o raccolta fondi, senza nessun particolare sforzo.

 

Dove si posso trovare?

Perfetto finora abbiamo constatato che per poter avere e utilizzare i Bitcoin c’è bisogno di un wallet, e di questi servizi online ne esistono molti ormai, tra cui uno molto famoso negli USA blockchain.infoma ce ne sono anche tanti altri famosi come CoinbaseIl wallet, che comunica in modo semplificato il complesso scambio cifrato del Bitcoin, serve per accedere a luoghi dove i Bitcoin sono effettivamente acquistabili. Questi luoghi in un certo senso sono come delle banche: si può aprire un conto, si può depositare denaro e si può investire denaro, di questi luoghi ne esistono diversi come MT.Gox e Bitstamp, ed ognuno di questi fa offerte diverse. La loro utilità risiede nel fatto che una volta acquisiti i Bitcoin non sempre è facile gestirli, perchè bisogna anche sapere dove trasferirli per averli a disposizione sempre ed effettuare depositi e prelievi, o magari anche convertirli in denaro di carta, e proprio per questo codesti servizi ci vengono in aiuto di ogni utente.

Tuttavia, un buon modo di scambiarsi monete virtuali è farlo anche nel mondo fisico, per cui basta copiare su un biglietto la propria chiave, ma un modo decisamente più nerd di usare i Bitcoin è trasformare il proprio pc in un miner, così che faccia girare l’open software del Bitcoin, ma le numerose operazioni di cui necessitano queste monete virtuali per poter essere elaborate rendono il tutto piuttosto faticoso, complesso e ormai poco remunerativo.

Comunque sia, è sempre meglio evitare la fine poco gloriosa del povero James Howells, un sistemista inglese che ha buttato in discarica l’hard disk del suo computer salvo poi ricordarsi che quei pochi Bitcoin salvati sul proprio hard drive ora valgono più di 5 milioni di dollari circa, perché se è vero che spostare il proprio wallet da online a offline, effettuando quindi un cosiddetto “cold storage“, è al quanto saggio in quanto poi si può spostare il denaro magari anche su una pen drive disconnessa dalla rete, ciò però è meno saggio se si è un pochino distratti da causare danni irreparabili, forse allora è meglio lasciar gestire il tutto da siti terzi.

 

Cosa si può fare con i Bitcoin e dove si possono spendere?

Co i Bitcoin è potenzialmente possibile fare molte cose, questa moneta virtuale è infatti stata accettata da molti store online, dalle piattaforme di download musicale a quelle di gioco. Persino Zynga, gruppo creatore di Farmville, Texas Holdem Poker, e altri giochi famosi sul web, ha iniziato la sperimentazione di pagamento con monete virtuali e gli affari procedono a gonfie vele.

Anche quelle aziende che non utilizzano i Bitcoin spesso aprono il supporto a scambi con altre monete, meno famose ma più stabili, oppure lavorano per creare qualcosa di simile, come nel caso di Amazon, o anche la stessa eBay, che è il gruppo controllore di PayPal, che fino ad oggi non ha attivato il supporto a questo strumento di pagamento, starebbe pensando di consentire compravendite tra utenti che vogliano utilizzare questa o altre monete virtuali come Dogecoins e Coinyes, essendo però una trattativa privata, eBay stessa si solleva da ogni responsabilità.

Per scoprire meglio dove è possibile spendere i Bitcoin esistono diverse mappe collaborative online, come BitcoinMaps, Bitcoin.travel, CoinMap.org, ma navigando in queste mappe virtuali ci si accorgerà subito che il territorio italiano è povero di possibilità.

 

Bitcoin : Entusiasmo = Critiche : Bitcoin

Con il raggiungimento di un’ampia popolarità a livello internazionale, i Bitcoin sono finiti con le spalle al muro. Molti osservatori della rete si sono pronunciati positivamente e negativamente su questo protagonista assoluto del web P2P. Il noto blogger Charles Dixon, e socio del fondo d’investimento della Silicon Valley, Andreessen-Horowitz, ha difeso il Bitcoin in suo articolo, nel quale ipotizza che per superare i danni della finanza contro il settore tecnologico, quest’ultimo ha il diritto di creare servizi che ignorino quelli delle società finanziarie, vediamo il suo commento:

I margini di profitto delle startup digitali sono di solito sotto il 5%, il che significa che le commissioni di pagamento consumano la metà del margine. Questo denaro potrebbe essere reinvestito nel business, passato al consumatore o tassato dal governo. Di tutte queste scelte, consegnarlo alle banche per poter avere il diritto di spostare bit su Internet è la peggiore scelta possibile. (…) I primi esperimenti di micro pagamenti su larga scala dicono che il Bitcoin può fornire un sistema alternativo a supporto della tecnologia.

Nonostante ciò, non è poi andato tutto rose e fiori, tanto che anche TechCrunch ha affrontato in passato più volte l’argomento principe che va contro questa moneta, la sicurezza, e l’ha fatto sottolineando con intelligenza che le società hanno impiegato secoli per proteggere il proprio denaro nelle banche, mentre con i Bitcoin sta accadendo tutto molto più in fretta. Ma per quanto sia interessante l’aspetto open ed equity, il Bitcoin è stato comunque poi stroncato da Romain Dillet, che ha provato ad acquistare Bitcoin, a metterli su un conto e convertirli in denaro dagli USA alla Francia, ma poi ha affermato quanto di seguito riportato:

È stata un’esperienza traumatica, ancora più traumatica che usare i servizi dei cambi tradizionali. Ma ancora più importante, non vedo come potrei affidarmi a Bitcoin come protocollo di trasferimento di denaro con una volatilità così alta. Le tasse sono più basse, ma non importa se non si sa quanti soldi avrete sul vostro conto in banca alla fine! Finché Bitcoin rimarrà una valuta giovane e volatile i meccanismi di Bitcoin rimarranno belli sulla carta. Usarlo per le transazioni nel mondo reale sarebbe folle: penso che siamo ancora a un paio di anni di distanza dall’ottenere un Bitcoin stabile e attendibile.

ma non è finita qui, in quanto ci è andato molto più duro il NYT, New York Times, con l‘editoriale di Paul Krugman, un peso massimo del giornalismo americano, che senza tanti fronzoli afferma che «Bitcoin è il male», affermando quanto segue:

Se il Bitcoin è un bolla, è soltanto una bolla, ma quando leggo che sembra sia stato concepito come arma destinata a danneggiare le banche centrali e il denaro delle banche emittenti, con un programma politico libertario ideato per distruggere la capacità degli stati di raccogliere tasse e monitorare le transazioni finanziarie dei loro cittadini comincio a chiedermi se non stiamo confondendo le questioni.

Bitcoin VS nemici politici

Senza tralasciare nulla, è bene sapere che i Bitcoin hanno anche qualche avversario in giro per il mondo, come la Banca centrale di Pechino, che ha vietato agli istituti di credito di garantire investimenti in Bitcoin o di investire in qualunque cosa abbia a che vedere con questa valuta, a causa dei molteplici rischi, cosa strana però, è che non ha esteso questo divieto ai privati.

La notizia forse più sorprendente però, è che il più grande wallet di Bitcoin nel mondo è quello di FBI, che grazie alle sue grandi quantità di  sequestri, ormai conserva decine di milioni di dollari in valuta virtuale, che è davvero una cifra importante al quanto FBI stessa è preoccupata a scambiarli sul mercato. Infatti, un’uscita così massiva di moneta, porterebbe grandi effetti deflattivi sulla quotazione, finendo così poi paradossalmente per danneggiare l’intenzione della polizia federale americana, ovvero quella di convertire questa grandi somme di monete virtuali in denaro contante, da come prevede la legge americana, per il proprio autofinanziamento. E così al fine dei conti, dovranno poi trovare il modo di scambiarli poco alla volta, utilizzando diversi sistemi contemporaneamente.

Il Bitcoin crea progetti web

Eppure, nonostante tutte queste perplessità e controversie, l’esempio di Bitcoin comincia a generare altre idee basate sulla medesima sequenza tecnologica, come un protocollo P2P, basato su crittografia, che sia anche remunerativo per chi voglia costruire questo network e utilizzi una moneta virtuale per scambiarsi dei beni. Uno degli esempi più clamorosi è Bitcloud, che è un progetto con lo scopo di tentare a spostare tutti i servizi diventati famosi sulla rete, come video sharing, cloud, social network, ecc.., in un network del tutto decentralizzato.

 

Il Bitcoin in Italia

  • Quanti euro vale un Bitcoin in Italia?
    In realtà con questa moneta è impossibile attribuire una quotazione stabile, per due semplici ragioni, 1) è molto nuova e instabile, e si basa sullo scambio di utenti, senza alcuna regolazione. 2) Ogni volta che qualcuno intende comprare un Bitcoinscambiandolo con lavoro o un bene decide autonomamente il suo valore.
  • Dove è possibile acquistare Bitcoin in Italia?
    Se non si intende acquisire Bitcoin facendo mining, il modo più semplice è utilizzare del proprio denaro tradizionale nelle piattaforme di scambio. I già citati Bitstamp e altri, anche se un metodo veloce e apprezzato in Italia è quello che sfrutta postePay, fai un salto su BitBoat, il quale è stato inventato dallo studente Thomas Bertani, e vale più di mille parole.
  • Bitcoin è una buona opportunità di investimento?
    A questa domanda è impossibile rispondere in poche righe, in quanto probabilmente il Bitcoin è la peggiore forma di risparmio e la più innovativa forma di investimento, quindi proprio perchè esso è uno strumento del tutto nuovo, anzi nuovissimo e sperimentale, pensare di affidargli i propri risparmi è decisamente sconsigliato.
  • I Bitcoin sono infiniti?
    No, dato che l’ideatore del Bitcoin ha previsto che la sua circolazione fosse limitata a priori, anche se il motivo di questa è alquanto complesso, ma può essere molto brevemente così riassunto: essendo una moneta molto inflattiva, se gli utenti non conoscessero già la sua circolazione massima, potrebbe arrivare ad essere usata per scopi speculativi da un ente centrale. Per cui il sistema prevede che ogni 4 anni si dimezzi la creazione di nuovi Bitcoin. Infatti nel 2013 erano già la metà della quantità massima e nel 2017 si toccheranno i 3/4 dei 21 milioni complessivi previsti. Ovviamente questo determinerà una deflazione della moneta, e il suo valore reale aumenterà in modo spropositato, mentre quello di scambio si avvicinerà tendenzialmente allo zero, dato che sarà sempre più difficile possederla, mentre la scarsità sarà però compensata con la sua divisibilità fino all’ottava cifra decimale.

Inoltre è importante annunciare che in Italia è nata la Bitcoin Italian Foundation, un’associazione che intende promuovere l’uso consapevole delle valute cifrate, un’altra notizia che mostra come questa realtà dell’economia della rete sia ormai seria e complessa ma meriti di essere approfondita.

 

Mettiamo al sicuro i Bitcoin, dalla cassaforte alla password

I Bitcoin, così come ogni altra moneta, vanno protetti costantemente poiché rappresentano un bene al quale è affidato un valore nominale. La differenza principale rispetto alle monete reali però, è nell’assenza di un valore intrinseco, ossia in un costo reale di produzione della moneta stessa. Tale mancanza ha implicazioni teoriche sul sistema e sulle sue possibili evoluzioni, ma in realtà sono valutazioni più filosofiche che economiche.

Il valore nominale, in ogni caso c’è ed è in forte crescita, in quanto tale valore è determinato dall’incontro tra la domanda e l’offerta, ed è stabilito momento per momento dagli stessi utilizzatori. Una volta acquisito un valore, occorre pertanto tutelarlo affinché nessun altro possa appropriarsene per spenderlo in modo arbitrario, ma siccome in questo caso si tratta di una moneta virtuale, la tutela va affidata a sistemi di sicurezza che siano essenzialmente diversi dai caveau, dalle casseforti o dagli altri svariati nascondigli, dato che tutto si sposta nel virtuale, tra le password e la crittografia.

Per avere migliori precauzioni per il vostro denaro virtuale, Bitcoin.org suggerisce per una protezione basilare dei propri Bitcoini seguenti passaggi:

  • Fai il backup di tutto il tuo portafoglio
    «Il tuo portafoglio contiene molte chiavi private per ricevere lo scambio delle tue transazioni in modo tale da proteggere la tua privacy. Se hai solo un backup delle tue chiavi private per i tuoi indirizzi Bitcoin visibili, si potrebbe non essere in grado di recuperare gran parte dei tuoi fondi con il tuo backup»;
  • Cifra i backup online
    «Qualunque backup conservato online corre il rischio di essere rubato. Poiché qualunque computer può essere vulnerabile a software maligno se connesso ad Internet, risulta allora buona pratica cifrare qualunque backup che sia esposto alla Rete»;
  • Utilizza diversi luoghi sicuri
    «Conservare un backup in un unico posto non è il massimo. Se disponi di più copie di backup, conservate in diversi luoghi, allora le probabilità che un qualunque sfortunato evento ti impedisca di recuperare il tuo portafoglio sono davvero basse. Potresti conservare i tuoi backup su Hard Drive esterni, chiavette USB, sui DVD/CD o in documenti»;
  • Esegui dei backup periodicamente
    «I backup del tuo portafoglio dovrebbero essere eseguiti con una certa regolarità, così da essere sicuri che contengano le variazioni più recenti ai tuoi indirizzi Bitcoin nonché gli indirizzi che hai creato da poco. Comunque, tutte le applicazioni utilizzeranno a breve dei portafogli per i quali sarà richiesto di fare un backup una sola volta»;
  • Non dimenticare mai la tua password
    «Assicurati di non dimenticare mai la tua password perché altrimenti i tuoi risparmi andranno irrimediabilmente perduti. Diversamente dalla tua banca, con Bitcoin non ci sono modi per recuperare una password. Infatti, dovresti essere in grado di ricordare la tua password anche dopo molti anni di inutilizzo. Nel dubbio, potresti voler conservare una copia cartacea della tua password in un posto sicuro come una cassaforte»;
  • Utilizza una password complessa
    «Ogni password costituita da sole lettere o parole riconoscibili può essere considerata molto debole e facile da scoprire. Una password sicura deve contenere lettere, numeri, punteggiature e deve essere lunga almeno 16 caratteri. Tutto questo però non dovrebbe impedirti di ricordarla»;
  • Un portafoglio offline per conservare i risparmi
    «Un portafoglio offline, noto anche come cold storage, fornisce il più alto livello di sicurezza per i risparmi. Questo sistema implica il salvataggio di un portafoglio in un posto sicuro non connesso alla rete. Quando realizzato propriamente, può offrire un’ottima protezione contro alcune vulnerabilità del computer. Anche usare un portafoglio offline insieme con i backup e la crittografia è una buona pratica».

Infine, eccovi un consiglio impossibile da ignorare: se i Bitcoin sono un valore, allora vanno considerati alla stregua di qualsiasi altro investimento o somma di denaro in possesso, quindi in caso di decesso, chi potrà aver accesso ad una moneta la cui intera natura è nascosta dietro una password?

I Bitcoin potrebbero andar perduti per sempre se non si ha un piano di riserva. Perciò, in caso nessuno conosca il posto dove è stato conservato il portafoglio o la password, non c’è nessuna speranza che questo patrimonio verrà mai recuperato.

Una soluzione? Basterà aggiungere l’indicazione dell’apposita password all’interno del proprio testamento, così da racchiudere in una busta i propri risparmi virtuali ad uso e consumo della propria discendenza. Con questo ultimo accorgimento direi che è tutto, siamo finalmente arrivati infondo a questo articolo espressamente dedicato ai Bitcoin e alle sue diciamo “particolarità”, vi invito a mettere un mi piace se l’articolo è stato di vostro gradimento e spero di aver soddisfatto almeno per una grande parte la vostra curiosità su questo argomento, per qualsiasi informazione sapete dove contattarmi, e infine vi auguro un buon proseguimento, noi ci vediamo al prossimo articolo, ciao! 😉

UE: standard 5G e connessioni più veloci…

I temi caldi di queste ultime settimane non riguardano solo l’uscita di prodotti top di gamma o aggiornamenti dei vari sistemi operativi mobile e desktop, ma in pentola bolle qualcosa di più buono e appetitoso per l’UE, ovvero l’arrivo del tanto atteso standard 5G per le reti mobile e connessioni di rete più veloci fino a 100 Mb/s, tutto ciò direttamente dalla commissione europea, e ora approfondiamo meglio questo tema…

 

La commissione europea ha presentato in queste ultime settimane un robusto progetto in materia di telecomunicazioni e reti, il quale porta con se alcune iniziative, in modo da soddisfare il crescente bisogno di connettività e portare così infrastrutture migliori con connessioni più veloci.

Questo progetto però non riguarda solo la connettività fissa ma si estende anche alla rete mobile, un elemento fondamentale per aumentare la competitività dell’Europa, e soddisfare così la grande richiesta da parte della popolazione europea di reti più efficienti e veloci, ma soprattutto anche più facilmente accessibili.

Tre sono i punti chiave di questa riforma, trattati dal Presidente Jean-Claude Juncker, il quale durante il suo intervento ha dato garanzia di accesso ad una connettività in gigabit alle istituzioni, ma soprattutto il diritto a tutte le famiglie europee, indistintamente dalla zona geografica, ad una connettività di almeno 100 Mb/s e copertura delle reti 5G nelle principali aree urbane e tratti ferroviari a partire dal 2020.

 

Andrus Ansip, vicepresidente CE, nominato commissario per il mercato unico digitale, ha affermato:

Senza reti di comunicazione di primo ordine non è possibile realizzare un mercato unico digitale. Abbiamo bisogno di connettività alla portata di tutti e dappertutto.

Per raggiungere gli obiettivi stimati serviranno investimenti nel prossimo decennio di 500 miliardi di euro, la cui gran parte sarebbe derivante da fonti private. Le proiezioni dicono che il PIL potrebbe aumentare di 910 miliardi di euro e creare 1,3 milioni di nuovi posti di lavoro nell’intero continente solo nell’ambito della rete fissa.

Tuttavia le tendenze di investimento indicano che mancheranno all’appello ben 155 miliardi di euro, e quindi per colmare questo vuoto e stimolare i privati, la commissione europea ha previsto in aggiunta una modernizzazione del codice delle comunicazioni elettroniche. Tra le tante novità più interessanti, al vaglio degli Stati membri, è stato fatto un quadro legislativo semplificato che riduce sostanzialmente gli obblighi normativi nel caso in cui due o più operatori concorrenti coinvestano in reti ad altissima capacità, e facilita la partecipazione dei piccoli operatori a progetti di investimento grazie alla condivisione dei costi, al superamento di barriere di scala ecc.., a patto però che si agisca nell’interesse dell’utente finale.

Le altre modifiche prevedono un utilizzo migliore e coordinato dello spettro radio per le comunicazioni senza fili, un ambiente online più sicuro per gli utenti attraverso un controllo più accurato su reti e server da parte degli operatori, maggiore tutela dei consumatori durante la sottoscrizione di contratti per Pay TV, Internet sia in telefonia fissa che mobile con prezzi agevolati per le fasce deboli.

Nel 2015, da quanto riportato nelle statistiche fatte dallo studio che accompagna la riforma, avevano accesso alla copertura mobile 4G l’86% delle famiglie europee, ma di questi solo il 36% dei residenti in zone rurali. Ciò sottolinea l’inadeguatezza dell’attuale infrastruttura rispetto alle esigenze di rapidità, qualità e affidabilità fondamentali per la realizzazione di un mercato unico digitale.

Per tutto questo un grande sforzo sarà rivolto, come già detto, all’attuazione di un piano per la diffusione dell’attesissimo 5G, che prevede un calendario comune per coordinare il lancio commerciale di questo nuovo standard anche nell’UE entro il 2020, nonché la collaborazione con gli stati membri e i partner privati al fine di individuare e assegnare le bande. La commissione europea e gli investitori valuteranno inoltre, come incentivo, la possibilità di fornire capitale di rischio alle start-up che svilupperanno alcune soluzioni 5G per applicazioni e servizi innovativi in tutti i settori industriali, un piano che potrebbe fruttare altri due milioni di posti di lavoro.

 

Infine, l’ultima iniziativa chiave del pacchetto sulla connettività è la cosiddetta WiFi4EU, che punta ad aiutare gli stati membri ad offrire a tutti i cittadini, punti di accesso wifi gratuito all’interno e in prossimità di edifici pubblici, centri sanitari, parchi o piazze. Per questa altra iniziativa saranno messi a disposizione 120 milioni di euro, cifra grazie a cui almeno 6000-8000 comunità locali potrebbero beneficiare del wireless entro il 2020. Affinché questa riforma possa essere attuata servirà comunque il voto favorevole del parlamento europeo, a noi cittadini europei non resta che attendere e continuare per ora ad utilizzare gli attuali servizi di rete che non sempre sono efficienti e funzionanti al massimo delle loro specifiche caratteristiche.

Per questo articolo è tutto, se quest’ultimo articolo vi è piaciuto vi invito a mettere un mi piace e a condividerlo, noi ci vediamo al prossimo articolo, ciao e buon proseguimento! 😉

Phishing: vediamo insieme come difendersi…

Strani messaggi? Posta elettronica un pò misteriosa? Attenzione! Potrebbe trattarsi di truffa da phishing. Ecco alcuni consigli per potersi difendere da tale truffa ed evitare il pericolo di cadere nelle trappole dei malfattori del web…”

 

phishingIl termine “Phishing” è un termine con cui viene identificata una particolare tecnica informatica per effettuare una truffa via email, tale truffa è la quotidianità di molti utenti del web. Questa particolare tecnica consiste nell’inviare ad un gruppo di ignari utenti, un email fasulla, con cui il malintenzionato può carpire da loro dati sensibili. La struttura e il contenuto della mail saranno composti dal malfattore, in modo da sembrare scritti dalla vera banca dell’utente vittima, o da altre aziende come Amazon, Ebay, ecc.., insomma come se fosse un’ autentica mail di cui ci si può fidare ciecamente ma dietro la quale in verità poi ci sarà il malfattore pronto a rubare i dati dell’ignaro utente e usarli per i propri scopi illeciti. Nella mail creata dal malfattore comparirà sicuramente un messaggio riguardante un ‘fantomatico problema’, i più noti, “c’è stato un problema col tuo ordine Amazon, clicca qui e immetti le tue informazioni personali per accedere” oppure “abbiamo riscontrato un accesso non autorizzato nel tuo conto PayPal, clicca qui per cambiare la tua password”, ma fate ben attenzione non è il messaggio del contenuto della mail a costituire il pericolo di truffa, bensì il contenuto vero e proprio, infatti il link presente nella mail, sul quale il malfattore ci indica di cliccare per risolvere il problema è il link di collegamento ad un sito esterno che imita il servizio in questione ma che in verità non ha nulla a che fare con il sito ufficiale del servizio indicato dalla mail (Paypal, Amazon, Ebay, ecc..) ma si tratta semplicemente di una pagina web fasulla, con la quale il malintenzionato attraverso l’utilizzo di script nel codice sorgente della pagina può carpire i dati dell’utente vittima.

Le trappole sono ben studiate

Come già detto in precedenza questa truffa è molto frequente fra gli svariati utenti del web, nonostante questi vengano avvisati dalle proprie banche o istituti di credito di stare attenti a strane mail e di diffidare da queste, soprattutto se in esse vengono richiesti dati sensibili, purtroppo molti di questi utenti continuano a cadere nella truffa da phishing. Tuttavia, la più efficace delle soluzioni per evitare tale truffa è quella di non fidarsi mai di email sospette e di fare sempre attenzione all’aspetto del sito su cui si viene dirottati una volta cliccato sul link presente nel messaggio della mail: i siti phishing hanno spesso un layout di pagina sgangherato, con immagini che mancano e loghi a bassa risoluzione, quindi da queste caratteristiche si può già dedurre che si tratta di una truffa da phishing e quindi basta cancellare la mail e bloccare il contatto del mittente della tale, in modo da non essere più infastiditi dal malfattore.

Per chi però vuole tutelarsi in maniera efficace e stare più tranquillo, può sempre servirsi di alcuni utili strumenti, tra cui un servizio on-line, http://urlquery.net/, il quale non fa altro che interrogare il link collegato all’indirizzo della pagina web, che è contenuto nell’e-mail truffa per poi smascherare ogni aspetto di quest’ultimo, come ad esempio l’eventuale presenza di malware, nonché il suo indirizzo IP, la nazione di provenienza e molti altri dati utili a convincerci in maniera indiscutibile di non fidarci. Quindi se per caso si riceve un’email sospetta, bisogna cliccare con il tasto destro sul collegamento in essa riportato e dal menu contestuale scegliamo la voce Copia indirizzo link, dopodiché bisogna raggiungere il sito di URLQuery e incollare il link copiato nel campo Profile URL e se il link sarà quello di un sito web fasullo, il suo contenuto sarà ben diverso da quello che in realtà la mail voleva far credere. Infine bisogna cliccare poi sul tasto Go accanto al campo Profile URL e attendere l’analisi del sito sospetto, nella pagina successiva si deve prestare attenzione al campo ASN che indica la rete alla quale appartiene il sito incriminato, tale dato sarebbe già sufficiente a comprendere se si tratta di truffa da phishing.

 

reportInfatti nel caso di utilizzo di Chrome, per esempio, basta collegarsi con il browser di Google al seguente link, Netcraft, del Chrome Web Store e cliccare sul pulsante AGGIUNGI in alto a destra, attendere il completamento del download del file e al termine di esso bisogna verificare che l’icona di Netcraft venga aggiunga nel pannello dove sono presenti anche le altre estensioni di Chrome. Infine basta cliccare con il tasto destro sull’icona di Netcraft e scegliere la voce Opzioni, nella schermata che appare inseriamo il nostro nominativo che sarà utilizzato nell’invio delle segnalazioni di truffa da phishing, in conclusione quindi attiviamo o disattiviamo le tre funzionalità base dell’estensione.

 

Durante la navigazione cliccando sull’icona di Netcraft si può verificare la provenienza del sito con voce Country, il suo posizionamento con voce Rank, la prima volta che è stato “avvistato” on-line in First Seen, ed infine la rete alla quale si appoggia in Host, quindi volendo già da queste informazioni è possibile valutare l’attendibilità del sito visitato. Se per caso ci si ritrova nel caso in cui il sito sia già stato segnalato come non attendibile, la navigazione verrà interrotta. Si potrà inoltre usufruire dei due pulsanti presenti nella schermata di Netcraft per segnalare rispettivamente un errore con Report mistake o per continuare a navigare nel sito con Visit anyway, a proprio rischio e pericolo. Se infine si è sicuri di aver scoperto un sito truffa, si può segnalare il tale a Google utilizzando il seguente link, Segnalazione Google, inserendo l’URL sospetto nel relativo campo di testo del modulo Google, indicando nel box dei Commenti perché si ritiene che tale sito si tratti di truffa da phishing.

report

All’ occhio l’URL del browser

Tuttavia anche chi non usa tool come quelli descritti in precedenza può comunque tutelarsi, ma deve prestare la massima attenzione. A volte, i siti usati per attacchi di tipo phishing riproducono esattamente la grafica di quelli originali e anche gli utenti più accorti potrebbero facilmente cadere nella trappola, che scatta non appena ci si autentica inserendo i dati di accesso. Il più delle volte viene richiesto anche il numero di carta di credito, aumentando i rischi derivanti dalla truffa, in casi come questi, il solo indizio utile che ci permette di capire se ci troviamo in presenza di un tentativo di truffa è l’indirizzo del sito che possiamo leggere in alto, nella finestra del browser: il più delle volte si tratta di URL lunghissimi con domini che non appartengono alla nostra banca o all’istituto di credito e che quindi sono siti pericolosi da cui stare alla larga.

netcraftProteggere il sistema mobile

Infine possiamo proteggere anche da smartphone e tablet Android dalle truffe da phishing, con la suite ESET Mobile Security, la quale offre protezione dai tentativi di acquisizione di informazioni personali e dati sensibili come password, dettagli dell’account, numeri della carta di credito, ecc.., da siti web apparentemente attendibili.
Sui dispositivi iOS, invece, l’operazione è ancora più semplice in quanto basta avviare il browser Safari, raggiungere le Impostazioni e attivare l’opzione Avviso sito Web fraudolento.

 

esetConcludo augurandomi di esservi stato di aiuto e di avervi guidato per bene alla protezione della vostra privacy e di avervi fatto comprendere a pieno il concetto di phishing in modo che in futuro stiate alla larga dalle trappole e dalle insidie di qualche malfattore del web, e con questo direi che ho detto tutto, vi invito infine a mettere un mi piace al mio articolo se vi è piaciuto e a condividere il tale in modo da aiutarmi a crescere e farmi conoscere sul web, io vi saluto e vi auguro un buon proseguimento, ciao alla prossima! 😉